La tradizionale prevenzione degli incendi boschivi si basa da tempo su pattugliamenti manuali e osservazioni tramite torri di vedetta, affrontando tre principali punti critici: bassa efficienza: le guardie forestali pattugliano in media solo 20-30 chilometri al giorno, con conseguenti lunghi periodi di copertura su vaste aree forestali; numerosi punti ciechi: aree con terreno complesso e di difficile accesso per il personale diventano zone morte di monitoraggio; e risposta lenta: il tempo che intercorre tra la segnalazione di un incendio al centro di comando dei vigili del fuoco e l’effettiva mobilitazione delle forniture antincendio spesso richiede diverse ore, perdendo la finestra d’oro per il rilevamento e la soppressione tempestivi.
L’introduzione della tecnologia dei droni sta cambiando radicalmente questa situazione. Rispetto al telerilevamento satellitare, i droni hanno tempi di risposta più rapidi e una risoluzione più elevata; rispetto alle pattuglie manuali da parte delle guardie forestali, i droni forniscono un allarme tempestivo più rapido e agile degli incendi boschivi.

Gli scenari di prevenzione degli incendi boschivi richiedono prestazioni diverse dai droni:
- Droni ad ala fissa: lunga durata e ampia copertura, adatti per pattugliamenti di routine su vaste aree;
- Droni multirotore: manovrabili e capaci di librarsi, adatti per ispezioni dettagliate di aree chiave e ricognizione antincendio;
- Droni ad ala composta: combinano i vantaggi di entrambi, diventando gradualmente la scelta principale
Utilizzo di diversi tipi di droni per costruire una linea di allerta rapida e di difesa rapida per il rilevamento degli incendi boschivi.
I sensori a bordo del drone fungono da "occhi" e "cervello":
- Termocamera a infrarossi: in grado di penetrare fumo e vegetazione per rilevare anomalie di temperatura.
- Telecamera a luce visibile ad alta definizione: lavora con algoritmi AI per identificare modelli di fumo e tendenze di diffusione.
- Sensore multispettrale/iperspettrale: consente la classificazione dei materiali combustibili e la valutazione del rischio di incendio con un tasso di precisione fino all'81,94%.
- Sensore di gas: in grado di rilevare gas caratteristici dell'incendio come anidride carbonica e metano.
Il rifugio per droni (cabina) è un'infrastruttura chiave per realizzare pattugliamenti di routine senza pilota:
- Il rifugio integra decollo e atterraggio autonomi, ricarica automatica, memorizzazione del percorso e trasmissione dei dati.
- I droni possono operare 24 ore su 24, 7 giorni su 7, completando il decollo, il pattugliamento, il monitoraggio e il ritorno per la ricarica interamente su un percorso preimpostato.
- La rete 5G a latenza ultra-bassa consente il backhaul in tempo reale di immagini 4K ad alta definizione, con errore di posizionamento della fonte di fuoco controllato entro 10 metri.
Quando scoppia un incendio, i droni possono avvicinarsi rapidamente alla scena dell’incendio:
- Dotati di una capsula a doppia luce, possono rilevare con precisione le fonti di fuoco anche in presenza di fumo denso, di notte o sotto copertura vegetale.
- Trasmettono immagini ad alta definizione in tempo reale della scena dell'incendio, dell'andamento della diffusione della linea di fuoco e dei dati sulla direzione del vento, fornendo al centro di comando una "prospettiva onnisciente".
- Utilizzano sistemi di imaging e posizionamento termico per individuare con precisione la fonte del fuoco e la sua intensità.
- Utilizzando le immagini per estrarre con precisione le aree bruciate, gli algoritmi di apprendimento automatico migliorano la precisione di classificazione delle regioni delle aree bruciate al 93,75%.
- La termografia a infrarossi consente un'indagine completa e approfondita degli incendi rimanenti dopo lo spegnimento, identificando tempestivamente potenziali rischi di riaccensione.
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